Data Iniziale
Data Finale
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Fidas Teramo

 
Contributi pubblici incassati nel 2019

Come da disposizione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali elenchiamo di seguito i CONTRIBUTI PUBBLICI INCASSATI nell’anno 2019.

Soggetto ricevente: FIDAS- Associazione Donatori di Sangue Teramo – Onlus C. F. 80006100673
Soggetti eroganti: Regione Abruzzo
Somma erogata per la raccolta di sacche di sangue e incentivazione alla donazione del sangue: € 115.847,88
Erogazione quote contributi 5 per mille: € 8.722,33

In allegato i rendiconti relativi al beneficio del 5x1000 dal 2010 al 2020.  

La storia della Fidas Teramo

 

Il motivo per il quale il simbolo della FIDAS è il pellicano non è affatto casuale: in araldica il pellicano è simbolo di pietà, amore e carità per il prossimo. Tale simbologia deriva dal fatto che la femmina di questo uccello nutre i piccoli stritolando i pesci che tiene a macerare nella sacca membranosa che pende dalla mandibola inferiore, quindi preme il becco contro il petto e ne fa uscire il cibo. L'impressione che se ne ricava è che si trafigga il petto per farne uscire il sangue con cui nutre i piccoli, e per tale ragione questa immagine leggendaria divenne il simbolo di Cristo che versa il sangue per la redenzione degli uomini.

Per questa ragione sembra perfettamente calzante associare il simbolo del pellicano alla pratica della donazione di sangue, che nella nostra epoca rientra senza ombra di dubbio tra i gesti che caratterizzano una società civile, basata sull’aiuto reciproco e sulla condivisione.

Il primo grande stimolo evolutivo alle tecniche di trasfusione fu dato sfortunatamente dalle notevoli necessità terapeutiche della "traumatologia di guerra", pratica diffusasi fina dalla Prima Guerra Mondiale. Nel 1939 furono prodotti e distribuiti i primi flaconi sterili sottovuoto che contenevano una soluzione anticoagulante e conservativa, che permise la conservazione del sangue fino a 21 giorni; fu avviata una produzione su larga scala di vere unità trasfondibili. Immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, i progressi nelle terapie mediche e chirurgiche imposero un’espansione ed un'organizzazione capillare delle strutture trasfusionali; nacquero così, in tutti i Paesi, le prime vere Banche del Sangue In Italia il primo Centro Trasfusionale fu fondato a Torino nel 1948. Da tali presupposti, si può dedurre che la fondazione dell’Associazione Donatori di sangue di Teramo, avvenuta all’inizio degli anni sessanta, ebbe un carattere del tutto pioneristico. Appena dodici anni dopo l’istituzione del primo centro trasfusionale italiano, i fondatori dell’associazione dovettero soprattutto fare i conti, oltre che con le classiche difficoltà logistiche, anche con l’estrema diffidenza nutrita nei confronti della donazione di sangue da parte dell’opinione pubblica: all’epoca, infatti, la popolazione di aree come quella teramana aveva carattere principalmente rurale, nonché un tasso di analfabetismo elevato.

L’Associazione Donatori di Sangue di Teramo affonda le proprie radici in ben sessant’anni di storia: era il 28 luglio del 1960, infatti, quando i pochi membri fondatori decisero di dare vita all’associazione collocando la sede nei locali dell’Ospedale Civile, all’epoca situato in via Taraschi 2. Ideatore e promotore del progetto fu il professor Domenico Sciarra, all’epoca primario del laboratorio analisi dell’ospedale di Teramo, scomparso nel 1999 ma sempre ben presente in tutti coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo e il privilegio di lavorare con lui.

Il professor Sciarra riuscì nella nobile impresa, coinvolgendo altri personaggi illustri di Teramo, quali l’onorevole professor Tommaso Sorgi, il professor Giovanni Adamoli, l’avvocato Pasquale Cozzi, monsignor Domenico De Federici, monsignor Camillo Morriconi, il dottor Bernardo Gramenzi, il geometra Aristodemo Melasecchi, il professor Francesco Migale, il professor Vitaliano Riccio, il cavaliere Ercole Arduini, l’ingegner Giovanni Benedettini, il ragionier Mario Coruzzi, il dottor Raffaele De Iuliis e il ragionier Raffaele Marcozzi. Fu grazie a loro se l’Associazione Donatori di Sangue di Teramo venne alla luce e avviò la pratica della donazione di sangue, promuovendola nel territorio termano.

L’associazione si professava, da un lato, di rispondere alle esigenze della terapia trasfusionale dell’Ospedale di Teramo e, dall’altro, di contrastare la deprecabile pratica della compravendita di sangue, assai diffusa in quegli anni, soprattutto in aree lontane dai grandi centri urbani, e successivamente vietata dalla legge.

Il primo Consiglio Direttivo dell’associazione fu costituito dal professor Adriano Mantovani, in qualità di presidente, il geometra Alberto Gavini, in qualità di vicepresidente, dai consiglieri: dottor Raniero Bruzzese, professor Dante Ciarelli e la signora Gabriella Marcozzi, il dottor Mario Coruzzi, in rappresentanza dell'amministrazione, il cavalier Gaetano Di Provvido in qualità di tesoriere, e dalla signorina Maria Pirocchi come segretaria.

Dalle testimonianze raccolte e dai verbali d'archivio emerge tutto l’entusiasmo e la voglia di creare una comunità ed una cultura della disponibilità a donare. Tra i tanti eventi promozionali di tale cultura, vanno ricordati: l’iniziativa del professor Sorgi, di presentare una mozione alla Camera dei Deputati, di cui faceva parte, affinché venisse istituita la Giornata Nazionale del Donatore; quella del maggiore Di Antonio, che consentì l’impiego aerei militare per il lancio di volantini promozionale sulla città di Teramo e su alcuni comuni della provincia.

Nel 1963 al dottor Mantovani succedette, in qualità di presidente, il professor Giandomenico Rastelli, che resterà alla guida dell'associazione fino al 1974, anno della sua prematura scomparsa. Al suo posto venne eletto il ragionier Raffaele Di Giovanni Bezzi, la cui presidenza fu caratterizzata da iniziative organizzative di grande rilievo: furono acquistati e donati all’ospedale gli arredi che consentirono di separare il servizio trasfusionale dal laboratorio di analisi; nel 1982 il Consiglio Direttivo deliberò di dotare l’associazione di un sistema informatico che fu messo a disposizione del Servizio trasfusionale per la gestione delle donazioni, ciò costituì un grande passo avanti in termini di innovazione tecnologica; l'iscrizione dell’Associazione nel Registro regionale del volontariato, nel 1987; l’organizzazione, per la prima volta a Teramo, dell’Assemblea nazionale delle Associazioni FIDAS.

Nel 1995 fu l'avvocato Paolo Di Egidio a prendere le redini dell’associazione: nella sua presidenza, l’avvocato Di Egidio si prodigò per una completa reimpostazione dell’organizzazione del lavoro dei volontari e per una razionalizzazione nell’impiego delle risorse economiche, al fine di aumentare l’incisività della promozione della pratica della donazione. In quell’occasione entrarono a far parte del consiglio direttivo alcuni componenti di valore, quali il professor Lino Befacchia, il dottor Dante Di Giammartino (prematuramente scomparso nel 2017) e l’attuale presidente Gabriella Di Egidio, che proseguirono, su queste basi, l’azione dell’associazione per gli anni successivi, anche dopo che l’avvocato Di Egidio ebbe lasciato la presidenza dell’associazione, sostituito poi dall’ingegner Pasquale Di Patre nel 1997.

La presidenza Di Patre si caratterizzò, in particolare, da eventi di notevole importanza quali: l’invio all'associazione della pergamena con la speciale Benedizione Apostolica da parte di Papa Giovanni Paolo II, in occasione del Giubileo del 2000; il Premio Volontariato per la raccolta di 5.200 unità di sangue e il raggiungimento dei 3.000 donatori volontari attivi, nel 2002; l’elezione del presidente Di Patre nel Consiglio nazionale della FIDAS, nel 2003; lo svolgimento dell'Incontro Interregionale FIDAS dell'Italia centrale, meridionale ed insulare, presso la sala S. Carlo del Museo archeologico di Teramo, a cui parteciparono i rappresentanti di ben 30 associazioni di donatori di sangue. In ultimo, ma non per importanza, il presidente Di Patre si adoperò affinché l’associazione riuscisse ad acquistare l’immobile che oggi ne ospita la sede, in via Taraschi 7, e che dal 2018 è stata intitolata proprio all’ingegner Di Patre, per onorarne la memoria dopo la sua dolorosa scomparsa avvenuta nel 2017.

Si può affermare con certezza, insomma, che da quel lontano 28 luglio del 1960 sono stati fatti passi da gigante: un solo esempio a simbolo di ciò, il fatto che alla fine del 1961 erano 321 i donatori effettivi, mentre oggi sono circa 4000.

(nella foto Romolo Di Ottavio, Giandomenico Rastelli, Massimo Di Patre e Francesco Berrettara, i primi donatori premiati, il 19 gennaio del 1964, per aver raggiunto 15 donazioni)

 

Organi sociali
Consiglio Direttivo 
Presidente - Gabriella Di Egidio 
Vice Presidente - Davide Cordoni
Tesoriere - Virgilio Coccagna
Consiglieri - Marco Fava, Alessandro Di Emidio, Pietro Albino Di Pasquale, Giuseppe Ariano, Raffaella De Iuliis, Guido Campana, Gabriele Rastelli, Andrea Pensili
Collegio dei Revisori 
Presidente - Gaetano Di Provvido
Revisori - Antonio Crocetti Gianfranco Di Genova Vincenzo Rastelli, Giuseppe Serroni
Collegio dei Probiviri 
Presidente - Terzino Di Giandomenico
Probiviri - Raffaella Angelozzi, Luciano Plebani
Statuto ASS. DONATORI DI SANGUE TERAMO ONLUS

(assemblea del 3 GIUGNO 2000)

TITOLO I - SCOPI - STRUTTURA - SEDE - DURATA.
ART. 1
L'Associazione Donatori di Sangue della Provincia di Teramo, già costituita, assume come distintivo tre rombi dorati su fondo rosso con la scritta sul bordo "FIDAS ­ASSOCIAZIONE DONA TORI DI SANGUE - TERAMO - ONLUS"
ART. 2
L'Associazione ha estensione provinciale ed ha la propria sede in Teramo.Oltre la sede centrale ammette la costituzione di eventuali sezioni comunali, gruppi aziendali o gruppi con denominazione diverse, con sede ed organismi propri.
ART. 3
L'associazione ha i seguenti scopi: a) promuovere tra i cittadini l'offerta volontaria, gratuita ed anonima, del proprio sangue a persone bisognevoli di trasfusioni; b) disciplinare e coordinare la donazione del sangue nell'ambito delle leggi vigenti; c) sostenere e coadiuvare l'opera dei centri trasfusionali della provincia; d) propagandare il concetto prettamente umanitario e sociale dell'offerta del proprio sangue e divulgare i principi informatori della terapia trasfusionale; e) diffondere tra la popolazione, con particolare riferimento al mondo dei giovani e della scuola, il principio della volontarietà dell'offerta gratuita ed anonima del sangue, come dovere civico; f) favorire lo spirito associativo, la fratellanza ed il mutuo soccorso tra i propri aderenti; g) promuovere ed attuare disposizioni per la valorizzazione del donatore volontario di sangue presso Enti, Aziende, Privati e Scuole; h) verificare la corretta applicazione dei protocolli di tutela sanitaria del Donatore nell'esercizio della sua missione.
ART. 4
L'associazione è apolitica, non ha fini di lucro e provvede alle proprie necessità con:a) contributi della Regione Abruzzo, dell'amministrazione provinciale e delle amministrazioni comunali; b) contributi da parte di enti economici ed istituti operanti in provincia; c) proventi derivati da donazioni, lasciati o da qualsiasi altro atto di liberalità disposto da privati.

TITOLO 2 - DEI SOCI
ART. 5
Nei limiti di età stabiliti dalle leggi in materia, possono far parte dell'associazione persone di ambo i sessi che intendono volontariamente donare il sangue in forma anonima e gratuita. L'ammissione a socio è subordinata al giudizio insindacabile del Consiglio Direttivo dell' Associazione previo accertamento di idoneità sanitaria effettuato presso il centro trasfusionale.
ART. 6
I soci si distinguono in:
a) Soci benemeriti: che già effettivi, per comprovate ragioni indipendenti dalla loro volontà, non possono più donare sangue e comunque partecipano alla vita associativa; b) Soci effettivi: che partecipano alla vita dell'associazione con la donazione periodica; c) l'esercizio dei diritti sociali spetta a tutti i soci effettivi e benemeriti;
ART. 7
Al socio in segno di riconoscimento per la sua generosa attività di donatore vengono attribuite le seguenti benemerenze associative:a) diploma con medaglia di bronzo per 15 donazioni; b) diploma con medaglia d'argento per 25 donazioni; c) diploma con medaglia d'oro per 40 donazioni.d) diploma con distintivo in argento per 50 donazioni; e) diploma con distintivo in oro per 60 donazioni; f) targa di riconoscimento per 100 donazioni.Diplomi speciali di benemerenze e/o altre distinzioni possono essere assegnate con provvedimenti del Consiglio Direttivo a soci benemeriti, collaboratori, donatori, Enti e privati sostenitori che si siano distinti per i particolari servizi resi alla collettività e all'associazione.
ART. 8
La qualità di socio si perde nei casi di:a) dimissione volontaria; b) mancata donazione per un periodo continuativo di almeno 2 anni salvo il caso in cui il donatore possa produrre valide giustificazioni; c) comportamenti contrari alle norme statuari; d) gravi comportamenti e fatti che lo rendano per qualsiasi ragione indegno di appartenere all' Associazione.Nei casi previsti ai punti 3 e 4 il provvedimento sarà preso dal consiglio direttivo e notificato al socio con lettera raccomandata.Avverso a tale provvedimento è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri il quale decide inappellabilmente.

TITOLO 3 - ORGANI DELL' ASSOCIAZIONE
ART. 9
Sono organi dell'Associazione:
a) l'Assemblea dei Soci; b) il Consiglio Direttivo; c) il Presidente; d) il Collegio dei Revisori dei Conti; e) il Collegio dei probiviri.Tutte le cariche elettive dell'Associazione sono onorifiche e non hanno diritto ad alcun compenso né a rimborsi spese.
ART. 10 L'Assemblea dei Soci
L'assemblea dei Soci è composta da tutti i soci effettivi e benemeriti dell'Associazione ciascuno dei quali ha diritto ad un voto. Il socio che non può intervenire all'Assemblea può farsi rappresentare da altro socio mediante delega scritta. In tal caso ogni socio non può portare più di una delega. L'Assemblea generale dei soci viene convocata di regola dal presidente in via ordinaria una volta all'anno entro e non oltre il mese di giugno. In via straordinaria ogni qual volta lo ritengano necessario il presidente, il Consiglio di Amministrazione, oppure ne faccia richiesta scritta almeno 1/5 dei soci.
ART. 11
L'Assemblea ordinaria ha il compito di:
a) discutere ed approvare la relazione morale e finanziaria annuale presentata dalConsiglio Direttivo; b) determinare le direttive generali per il conseguimento delle finalità statuarie e di indicare ogni altra attività necessaria alla vita dell' Associazione; c) eleggere i membri del Consiglio Direttivo, del Collegio Revisori dei Conti e dei probiviri. L'Assemblea straordinaria delibera su qualsiasi argomento posto all'ordine del giorno e in particolare sulle modifiche al presente statuto a norma del successivo art. 13.
ART. 12
La convocazione viene fatta con avviso scritto da inviarsi ai soci almeno 10 giorni prima del giorno fissato per la riunione. L'avviso di convocazione deve contenere l'indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione e gli argomenti da trattare.
ART. 13
Per la validità delle convocazioni di assemblea in prima convocazione è necessaria la presenza diretta o per delega di almeno la metà più uno dei soci effettivi.In seconda convocazione, da aver luogo a distanza di almeno un'ora dalla prima, l'adunanza sarà valida qualunque sia il numero dei soci presenti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti espressi; in caso di parità esse si intendono respinte. Le modifiche al presente statuto dovranno essere deliberate da apposita assemblea straordinaria dei soci a maggioranza di almeno 3/4 del numero dei voti spettanti ai soci intervenuti, sia in prima che in seconda convocazione.
ART. 14 Il Consiglio Direttivo
Il consiglio direttivo dell'associazione è composto da undici consiglieri eletti dall' Assemblea dei soci.I membri del consiglio durano in carica 3 anni e sono rieleggibili.Fanno altresì parte del consiglio Direttivo, con solo voto consultivo, fino a quattro rappresentanti designati dall'Amministrazione della U.L.S.S. di Teramo uno dei quali deve essere di diritto il direttore del centro trasfusionale.Tra i membri del consiglio Direttivo viene nominato un segretario-tesoriere.
ART. 15
Per la validità delle adunate del Consiglio è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dai presidenti; in caso di parità di voti ha prevalenza il voto del Presidente.
ART. 16
Spetta al Consiglio Direttivo:
a) Nominare tra i propri membri eletti dall'Assemblea il Presidente dell'Associazione ed un vice presidente; b) Formulare annualmente la relazione morale e finanziaria da sottoporre all'esame ed approvazione dall' Assemblea dei soci; c) Provvedere alla gestione amministrativo finanziaria dell'Associazione adottando tutte le deliberazioni intese a favorire il conseguimento delle finalità statuarie; d) Designare i rappresentanti dell'Associazione in tutti gli organismi nei quali tale rappresentanza sia richiesta; e) Disporre l'assunzione del personale necessario per l'espletamento delle attività e dei servizi dell'associazione, determinandone lo stato giuridico ed economico; f) Autorizzare la costituzione di sezioni comunali e gruppi; g) Deliberare l'adesione dell'Associazione alle organizzazioni similari a carattere regionale, nazionale ed internazionale; h) Adottare tutti i provvedimenti per l'ammissione dei soci, nonché quelli previsti ai punti 3 e 4 dell'art8. L'esercizio sociale dell'Associazione ha inizio con il 1 gennaio e termina con il 31 dicembre di ciascun anno.
ART. 17
Il Consiglio direttivo si aduna ogni qual volta il presidente lo ritenga necessario e lo richiedano almeno tre dei componenti il Consiglio stesso eletti dall'Assemblea a norma dell'art. 11.La convocazione può essere fatta mediante avviso da recapitarsi almeno 2 giorni innanzi la data della riunione, oppure, in caso di urgenza mediante comunicazione telefonica.
ART. 18 - Il Presidente
Il presidente ha la legale rappresentanza dell' Associazione, firma tutti gli atti sociali, convoca e presiede l'Assemblea ed il Consiglio Direttivo e ne dirige tutte le discussioni e votazioni, vigila per l'attuazione, con la collaborazione del personale e degli uffici dell'Associazione, dei provvedimenti deliberati dagli organi collegiali, provvede all'ordinaria amministrazione dell'Associazione. Il vice presidente collabora con il presidente e lo sostituisce in caso di impedimento.
ART. 19 - Il Collegio dei Revisori dei Conti
Il Collegio dei Revisori dei Conti è nominato dall'Assemblea dei Soci in sede di riunione ordinaria; esso è composto di 3 membri effettivi e 2 supplenti i quali durano in carica 3 anni e sono rieleggibili. Il Collegio dei Revisori nomina un presidente tra i propri membri e vigila sull'andamento della gestione economico-finanziaria dell' Associazione.I componenti del Collegio dei Revisori dei Conti possono esser invitati singolarmente o collegialmente alle riunioni del Consiglio Direttivo al quale partecipano con voto consultivo.
ART. 20 - Il Collegio dei Probiviri
Il collegio dei probiviri è costituito da tre membri nominati dall'Assemblea.I probiviri durano in carica 3 anni e sono rieleggibili.Essi decidono inappellabilmente delle controversie che dovessero insorgere fra l'Associazione e i donatori, oppure, tra questi ultimi in dipendenza dei rapporti Regolati dal presente statuto. Il collegio è presieduto da un presidente che viene eletto tra i propri membri.
ART.21 Il Personale dell'Associazione
Per l'espletamento dei vari servizi e per la questione amministrativa ed organizzativa degli uffici, l'Associazione si avvale della collaborazione di impiegati i quali operano alle direttive dipendenze del presidente.

TITOLO 4 - SEZIONI COMUNALI E GRUPPI VARI
ART. 22
Previa autorizzazione del Consiglio Direttivo, possono essere costituite sezioni comunali, gruppi aziendali e gruppi con denominazioni diverse quando i soci interessati alla loro costituzione sono almeno 30. Le sezioni o gruppi costituiti in norma del presente statuto hanno il compito di promuovere in sede una diffusa coscienza trasfusionale e di coordinare presso la collettività in cui operano la propaganda del dono anonimo e gratuito del sangue. Le sezioni o gruppi eleggono tra i propri soci gli organi indispensabili al loro funzionamento e un presidente il quale è chiamato a collaborare fattivamente con il Consiglio e con il presidente dell'Associazione con i quali manterrà ogni più opportuno contatto.

TITOLO 5 - PATRIMONIO SOCIALE - SCIOGLIMENTO
ART. 23
AI termine di ogni esercizio, coperte le spese, il sopravanzo delle entrate andrà a costituire il fondo patrimoniale dell'Associazione.
ART. 24
Il patrimonio sociale è costituito:a) Dal fondo patrimoniale di cui al precedente art. 23b) Da beni mobili ed immobili e da ogni altra attività spettante all'Associazione per acquisti, donazioni, lasciati o per qualsiasi altra causa.
ART. 25
Lo scioglimento dell'Associazione - potrà essere deliberato dall'Assemblea Straordinaria dei Soci, appositamente convocata, qualora siano intervenuti, sia che si tratti di prima o seconda convocazione, almeno i 3/4 dei Soci. In caso di scioglimento il Consiglio Direttivo, all'uomo delegato dall'Assemblea, nominerà un commissario liquidatore e stabilirà la destinazione ad opere di beneficenza dei fondi disponibili.

TITOLO 6 - REGOLAMENTO
ART. 26
Per quanto non regolato dal presente statuto, è fatto espresso richiamo alle norme legislative vigenti ed al Regolamento di attuazione che verrà predisposto dalConsiglio Direttivo ed approvato dall'Assemblea.

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